Il teatro di Mimmo Giuliano

venerdì 5 dicembre 2008
Il teatro di Mimmo Giuliano
Intervista a cura di Tiziana Zaffino, foto di Tanino Cardillo
 
Ore 18, Teatro Savio. Fuori, pioggia e vento. Eppure la compagnia teatrale dell’Associazione culturale LEDIMIGI  è presente all’appello. Fra due giorni si va in scena, bisogna provare e il maltempo è l’ultimo dei pensieri.  Arrivano a scaglioni, c’è chi è da poco uscito dall’ufficio, chi dal negozio, chi ha appena finito di fare i compiti con sua figlia. Attenzione, sono tutti professionisti. Professionisti della vita di tutti i giorni, quindi del teatro che altro non è che la rappresentazione della realtà.
Ad aspettare l’arrivo degli attori, sempre lì a vigilare sui particolari della scenografia, del copione, c’è l’anima e corpo della compagnia: Mimmo Giuliano, ex banchiere e da oltre vent’anni uomo di teatro a 360°.
Tra due giorni, infatti, al Teatro Savio andrà in scena con la sua regia e direzione artistica il primo spettacolo, una commedia brillante “Taroccamenti d’un Puparo”, che aprirà la 2 Rassegna Teatrale “Zancle” – Premio Adolfo Celi, ideata e diretta artisticamente dallo stesso Mimmo Giuliano.
Attore, regista, scenografo, direttore artistico, Mimmo Giuliano ripropone un cartellone teatrale con l’intento di far ridere, puntando sul teatro messinese in vernacolo, attraverso il coinvolgimento di compagnie locali che si disputeranno il Premio “Adolfo Celi”.
 
Qual è il filo conduttore di questa rassegna targata Mimmo Giuliano?
Sicuramente il divertimento. La gente quando va a teatro vuole ridere, trascorrere qualche ora con serenità. Neanche noi attori faremmo questo mestiere, se quando recitiamo non ci divertissimo. Il nostro motto è: “divertendoci, divertiamo”!
La rassegna infatti raccoglie otto spettacoli rappresentati da sei compagnie messinesi, una di Milazzo, un’altra di Mirto. Andranno in scena brillanti commedie e un dramma, “Scuru” di Nino Martoglio.
 
Tra le otto compagnie, una vincerà il Premio Adolfo Celi. Come?
Ritengo doveroso omaggiare un grande artista come Adolfo Celi. La nostra città non può e non deve dimenticare questo attore messinese. Con il premio intitolato a Celi, l’Associazione Ledimigi intende ricordare tale figura, consegnando il premio alla compagnia che si sarà aggiudicata il maggiore gradimento del pubblico. Ogni spettatore prima di entrare in sala riceverà una scheda per giudicare, con un voto da 1 a 10, lo spettacolo che ha appena visto. L’anno scorso la mia compagnia ha vinto il premio, mettendo in scena “Camera da letto” di Alan Ayckbourn, che ha ottenuto un ampio apprezzamento del pubblico. Ciò che un attore spera, prima ancora dell’aspetto economico.
 
Già, nel teatro, l’aspetto economico è una nota dolente. “LEDIMIGI” riceve finanziamenti?
Assolutamente no. Abbiamo presentato la richiesta alle istituzioni locali, ma fino adesso non abbiamo ricevuto nulla. L’anno scorso eravamo riusciti a destinare un contributo alle compagnie messinesi inserite nel cartellone. Anche il premio Adolfo Celi ha avuto aveva un corrispettivo economico. Quest’anno abbiamo provveduto a qualche taglio. Se oggi possiamo dare vita alla rassegna è solo grazie alla benevolenza di Don Gianni dell’Istituto Domenico Savio, che ci ha permesso di utilizzare il teatro e dare spazio alle compagnie messinesi che non sanno dove esibirsi, anche per gli elevati costi degli affitti di altri palcoscenici.
 
Lei è proprio un ex banchiere atipico: non si preoccupa del denaro e soprattutto riesce a far ridere…
Chi ha detto che i banchieri non fanno ridere? Ne conosco tanti, io ci provo. Credo che il denaro non sia il motore della vita. La mia gioia è confezionare uno spettacolo bene: per questo sono necessari lavoro e impegno. Oltre quelli economici, ci sono anche sacrifici personali: si sottrae tempo alla famiglia. Mia moglie lo sa bene. Da anni però ho la soddisfazione di recitare con mia figlia Emanuela Giuliano e quest’anno anche con mia nipote Giulia.
 
Scusi ma quanti anni ha..?
Ho 63 anni e sono anche nonno. Sono nel teatro dal 1988 quando preparavo spettacoli per il CRAL, dieci anni fa ho fondato questa associazione “LEDIMIGI”. Dal 2006, grazie a Don Gianni, preparo la Rassegna Zancle ospitata dal Teatro Savio.
 
Dunque sabato, 6 dicembre, vedremo tre generazioni di attori nella commedia “Taroccamenti di un puparo”. Di cosa si tratta?
L’autore che ha scritto la commedia è Giovanni La Mantia, deceduto l’anno scorso. Mi presentò il testo qualche tempo fa, ma credevo che parlasse dei tarocchi, insomma delle arance. E lasciai perdere. Quando trovai un po’ di tempo, mi appassionai alla storia, iniziai ad immaginarla sul palco. Divertente, una commedia brillante, invito tutti al teatro Savio, sabato alle 21. Ci sarà da ridere, vi aspetto!
 
Abbonamento intero x 8 spettacoli € 60,00;
            ridotto ragazzi under 12 e soci CRAL € 50,00;
            Biglietto singolo spettacolo intero € 10,00;
            ridotto ragazzi under 12 e soci CRAL € 8,00
             
           
Per in formazioni e prenotazioni non esitare a contattare all'indirizzo 
           
ledimigi.teatro@fastwebnet.it   oppure  368.3310000
 

Recensione di Maria Emanuela Giuliano

“Taroccamenti d’un puparo”

 

La compagnia teatrale “LEDIMIGI” presenta un testo di un autore messinese del teatro brillante siciliano, portando in scena una delle migliori commedie per stile ed eleganza nel far divertire e per rammentare a tutti che le tradizioni di un popolo hanno grande rilevanza nel vivere quotidiano.

L’autore, Giovanni La Mantia, con questa commedia analizza con la lente d’ingrandimento i problemi e la precarietà di tradizioni della vita del Popolo Siciliano raccontandoli ed evidenziandoli in un incastro perfetto ed esilarante, allo stesso modo analizza e racconta la difficoltà di vita economica di una famiglia siciliana, in una società che fagocita ormai tutto.

La commedia brillante in siciliano “Taroccamenti d’un Puparu” tratta della vecchia, cara Sicilia in cui la tradizione del “teatrino dei Pupi” viene evidenziata, tramandata ed acclamata da Puparu nostalgico don Francesco, il quale sostiene che “il Pupo esti la Sicilia, la nostra terra biniditta”, con Orlando, Angelica, Bradamanti e Carlo Magno che sono la storia e la leggenda siciliana.

Ma questa tradizioni nel corso del tempo si stanno perdendo a causa dell’avvento della modernità, ed anche le istituzioni che dovrebbero conservare tradizioni e valori, preferiscono costruire un monumento o una fontana al posto del teatro dei pupi, come nella storia di don Francesco.

Puparu che non si arrenderà mai, anche se in avversità e ristrettezze economiche, nel ricordo dei bei tempi tramandategli dei suoi avi.

Cosa si inventerà per fa si che tutto continui?

Ecco pronto in teatrino con dei Pupi “eccezionali” di una comicità esilarante si affronteranno in battibecchi continui in rima baciata, un insieme tutto da vedere.

Risate e morale in unica soluzione.