lunedì 26 novembre 2012

PREMIO “ADOLFO CELI” 2013 – MESSINA

PAPÀ VOGGHIU A MINIGONNA di CALOGERO MAURICI

di Lally Famà


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Sabato 24 novembre c.m., alle ore 21,00, la Compagnia teatrale “Luna Gialla”, di Pellaro (Rc), ha messo in scena, al teatro stabile “Zancle”, presso l’Istituto “Sordomuti di Cristo Re”, di Messina, la commedia comico-brillante, in dialetto reggino, in due atti, Papà vogghiu a minigonna, di Calogero Maurici, con la regia di Angelo Latella.

La rassegna teatrale, promossa dall’Associazione Culturale Teatrale “Ledimigi”, nell’ambito della 6a Rassegna teatrale “Zancle”, Premio “Adolfo Celi” 2013, con la direzione artistica di Mimmo Giuliano, è al suo 4° appuntamento e, con cadenza settimanale, ha concluso il primo dei sei mesi di rappresentazioni teatrali.

Personaggi e interpreti della commedia: Angelo Latella (Alfio, il padre); Maria Latella (Priscilla, la madre); Sofia Marasco (Silvana, la quindicenne); Stefano Morabito (Lorenzo, amico di Silvana); Santo Nicito (prof. Pompeo); Emanuela Borrello (Caterina, nonna paterna); Mimma Poeta (Apollonia, nonna materna).

La commedia narra la storia di una quindicenne, prossima al suo giorno di compleanno, che, a differenza di altri coetanei, non desidera il motorino, o altro, bensì indossare, per la prima volta, una minigonna. La fanciulla, figlia di Alfio e Priscilla, però, dovrà scontrarsi con la mentalità del padre, figura rigida e ancora molto.. “all’antica”, che tenta di distogliere in tutti i modi la figlia dall’idea d’indossare un indumento così succinto e corto; al contrario la madre, più evoluta del marito, avendo vissuto per alcuni anni a Brescia, diventa complice della ragazza e fa in modo che sia proprio lui (padre) a scegliere una gonna adatta alla festa di compleanno della propria figlia; l’indumento verrà cambiato, all’ultimo minuto, dalla commessa con una minigonna che verrà consegnata all’ignaro acquirente.

Ma la diversità di pensiero tra marito e moglie sarà la stessa anche per le due consuocere Caterina e Apollonia, dove l’una è l’esatto contrario dell’altra, sia per la mentalità, per i modi, per le espressioni adoperate, che per il vestire. Caterina, madre di Alfio, rimasta vedova diversi anni prima, addita il figlio per essere troppo permissivo nei confronti della giovane figlia (soprattutto quando questa invita, nella propria cameretta, l’amico Silvano, per ascoltare un po’ di musica); mentre Apollonia, madre di Priscilla, più aperta di vedute, addita la bigotta consuocera per le sue ristrettezze mentali.

Priscilla, prima dell’inizio della festa, farà giurare al marito che non dovrà rovinare la serata alla figlia in nessun modo e glielo farà giurare sul padre morto, che veglia su quella casa, attraverso una ‘foto’, posta su di un mobile.

Si dà inizio alla festa e, improvvisamente, giunge Silvana, che indossa la sua adorata e agognata minigonna, davanti ad un padre incredulo e sbigottito, per la sorpresa inimmaginata. E cosa mai avranno regalato gli invitati alla festa? Semplice, una minigonna per ognuno di loro.

Anche il prof. Pompeo, amico di famiglia, si schiererà dalla parte della festeggiata; lo stesso aveva fatto una scommessa, il giorno prima del compleanno, perché sicuro che, alla fine, Alfio avrebbe accondisceso al desiderio della figlia. E sarà durante i festeggiamenti che il prof. Pompeo manifesterà la sua vera ‘natura’ agli astanti, confessando le proprie ‘tendenze’ sessuali.

La commedia, che ha saputo tenere allegro il pubblico presente in sala, ha concluso la propria recita festeggiando ‘dal vero’ il compleanno dell’attrice Mimma Poeta, Apollonia per la serata.