domenica 9 dicembre 2012

PREMIO “ADOLFO CELI” 2013 – MESSINA

SI EVA NUN S’AVISSI MANCIATU A MELA?.. di TITTY GIANNINO

di Lally Famà


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Sabato 1 dicembre u.s., alle ore 21,00 e domenica 2, alle ore 18,00, al Teatro Stabile “Zancle”, presso l’Istituto “Sordomuti di Cristo Re”, di Messina, la Compagnia teatrale “Ledimigi” ha messo in scena la commedia dialettale, comico-brillante in due atti, di Titty Giannino Si Eva nun s’avissi manciatu a mela?.. Lo spettacolo è inserito nell’ambito della 6a Rassegna teatrale “Zancle”, per il conferimento del Premio “Adolfo Celi” 2013. Regia, direzione artistica e scenografia di Mimmo Giuliano.


 

Personaggi e interpreti della commedia: Angelo Pantanetti (voce narrante); Mimmo Giuliano (Adamo); Caterina Oteri (Eva); Gianluca Sciliberto (serpente); Antonio Scuderi (uomo del futuro); Luigi Rao (Caino); Franco Nicolosi (Abele); Emanuela Giuliano (Caina); Roberta Rampello (Abela); Lilla Santamaria (donna del futuro).


 

Ma domandiamoci cosa sarebbe accaduto se Eva non avesse mangiato la mela del ‘peccato’. Il mondo avrebbe subito un cambiamento in meglio, o in peggio?


 

Sono queste le domande alle quali risponde, in maniera molto divertente, la commedia di Titty Giannino. Adamo (Mimmo Giuliano) ed Eva (Caterina Oteri) vivono nel paradiso terrestre la loro quotidianità, fino a quando non giunge il serpente (Gianluca Sciliberto), pronto a cambiare per sempre il corso della storia. Ma sarà l’uomo del futuro (Antonio Scuderi) a dissuadere Eva ad addentare la mela, in quanto il medesimo, che proviene dal ‘2012’, svelerà le disgrazie che hanno contraddistinto, per anni ed anni, la nostra storia, vicende che saranno scaturite, appunto, da quella scelta.


 

Il secondo atto ha inizio con Adamo ed Eva seduti sui pietroni, mentre avvolgono una matassa di lana e con la famosissima musica di Casa Vianello, in cui Eva pronuncia la frase dell’indimenticata Sandra Mondaini, “che noia, che barba”, e si lamenta del fatto che ..in questo Paradiso meraviglioso, per quanto sia grande non esiste nulla, ed Adamo che le rimprovera che la colpa è sua, poiché non si è mangiata la mela e, quindi, non sono andati sulla terra.


 

Insomma, una commedia all’insegna del divertimento, che ha mostrato, ora nel presente e ora nel futuro, a quali cambiamenti ha portato.. quel ‘morso’. Gli attori, in un andirivieni di battute e proverbi, grazie ad un ottimo uso della lingua dialettale, riescono a contagiare il pubblico in sala, che rimane incollato alla poltrona per tutta la durata dello spettacolo, dove lo aspetta un finale.. a sorpresa.


 

La voce narrante (Angelo Pantanetti), nella lettura del Libro della vita, accompagnerà il pubblico nella storia, vestita, con panni insoliti, dai nostri attori, in una piece sui generis e all’insegna dell’ilarità.


 

Divertenti i personaggi di Caino (Luigi Rao) e Abele (Franco Nicolosi), dove in questa storia Caino non uccide Abele, ma le liti tra i due sono sempre presenti, “si sciarriunu sempri”, come dice Adamo, e delle loro mogli Caina (Emanuela Giuliano) ed Abela (Roberta Rampello), che organizzeranno uno spassosissimo matrimonio.


 

Buona la sceneggiatura e ottimo il commento musicale.