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"Taroccamenti d'un PUPARU"

commedia brillante in due atti in siciliano di Giovanni La Mantia
Regia e direzione artistica di Mimmo GIULIANO

  • In tour estivo:

       il 5 AGOSTO 2009 alle ore 21:00 in MALVAGNA.
       il 21 LUGLIO 2009 alle ore 21:00 in MESSINA (Giampiglieri Superiore);
       il 17 LUGLIO 2009 alle ore 21:00 in BROLO;


  • in scena il 04.06.2009 in Messina al Teatro CRISTO RE per la comunità F.A.R.O. nell'Ambito di Spettacol...Arte;

  • in scena il 22.02.2009 in Pace del Mela nel teatro AUDITORIUM
    nell'ambito della Rassegna Teatrale Dialettale;

  • in scena il 06.12.2008 in Messina al teatro SAVIO
    nell'ambito della 2^ Rassegna teatrale "ZANCLE" premio "ADOLFO CELI";
     

la sinossi:

La compagnia teatrale “LEDIMIGI” presenta un testo di un autore messinese del teatro brillante siciliano, portando in scena una delle migliori commedie per stile ed eleganza nel far divertire e per rammentare a tutti che le tradizioni di un popolo hanno grande rilevanza nel vivere quotidiano.

         L’autore, Giovanni La Mantia, in questa commedia analizza con la lente d’ingrandimento i problemi e le precarietà delle tradizioni del Popolo Siciliano narrandoli ed evidenziandoli in un incastro perfetto ed esilarante. Allo stesso modo descrive e racconta le enormi difficoltà economiche che sconvolgono una famiglia siciliana presente in una società che fagocita ormai tutto.

La commedia brillante in siciliano “Taroccamenti d’un Puparu” tratta, quindi, della ‘vecchia’ e cara Sicilia in cui la tradizione del “teatrino dei Pupi” viene mostrata, tramandata ed acclamata dal Puparu nostalgico don Francesco, il quale sostiene che: “il Pupo esti la Sicilia, la nostra terra biniditta”, con Orlando, Angelica, Bradamanti e Carlo Magno che rappresentano la storia e la leggenda siciliana.

Ma queste tradizioni nel corso del tempo stanno ormai svanendo sia per  l’avvento incessante e repentino della modernità, ma anche a causa delle istituzioni che al posto di salvaguardare tradizioni e valori, preferiscono costruire un monumento o una fontana al posto del teatro dei pupi, come nella storia di don Francesco. 

Ma fortunatamente il nostro Puparu  non si arrenderà agli infausti eventi, anche se tormentato da avversità e ristrettezze economiche, perchè memore dei bei tempi trascorsi e delle virtù tramandatagli dai suoi avi.  

Ma cosa si dovrà inventare per far sì che tutto resti immutato?

Ecco pronto un teatrino con dei Pupi “eccezionali”, che in una comicità esilarante si affronteranno in battibecchi continui in rima baciata. Insomma, un connubio tutto da scoprire.

Risate e morale in unica soluzione.

                                                               Maria Emanuela Giuliano