Mimmo GIULIANO - Direttore artistico - cell. 368.3310000
  

"Ma semu propriu fissa!..."
commedia comico/brillante in siciliano di Emanuela Giuliano
Direzione artistica e regia di Mimmo GIULIANO


in scena il:
- sabato 12 aprile 2014 ore 21:00 in Messina al "Teatro SAVIO"
- domenica 20 luglio 2014 ore 21:00 in Messina al teatro "sotto le stelle ISTITUTO SORDOMUTI CristoRe"
 
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Note:
 

Messina, la nostra bella ed adorata città è messa a nudo in questa commedia brillante in due atti della messinese Emanuela Giuliano: “Ma semu propriu fissa!...”.

L’Associazione culturale, teatrale Ledimigi nel rappresentare quest’opera vuole con molta ilarità e simpatia trattare un argomento molto serio ed interessante che tocca la nostra città: “Nui missinisi buddaci”.

La storia narra di una famiglia benestante di Messina, gioiellieri con una discreta cultura.
I protagonisti Pippinu Malaspina e Carmela la moglie sposata in seconde nozze, vivono come una normale famiglia, ma la presenza di “Turiddu” figlio nato dal primo matrimonio di Pippinu, movimenta le loro giornate, poiché trattasi di un soggetto “intellettivamente ipodotato”. Come anche la presenza di “Tonino” fratello di Carmela che vive alle spalle di questa famiglia facendosi mantenere e pensando solo che il lavoro nobilita l’uomo, ma non lui.
Tonino è fidanzato con Gloria, maestra di scuola, che la sposa solo alla fine dopo anni ed anni di fidanzamento, ma nonostante tutto la coppia vive ancora in casa di Pippinu.
Tonino è un personaggio che evidenzia un pò quel messinese che resta sempre ancorato a casa dei genitori, che anche se il lavoro non manca,… manca la voglia di farlo; ed inoltre si sente scaltro e molto furbo rispetto agli altri: “Un leone nella giungla della vita”.
I personaggi sono tutti caratterizzati ed esilaranti.
La figlia Maria, che per l’occhio sociale sposa un uomo ricco lasciando colui che ama solo perché un fruttivendolo, e poi soffre pentita della sua scelta; altro aspetto del messinese: “Chi sa che pensa la gente?” frase sempre sentita.
Ma infine esiste Pippinu, definito “fissa” dalla moglie, solo perché ancora crede a “due cuori ed una capanna” ed ai “valori veri della vita”.
Ma Pippinu “vuole essere fissa”, vuole eliminare la maschera dell’ipocrisia nel sentirsi un leone, ricco e buddaci, poiché lui preferisce essere “fissa”, ma vero.
E quando nel finale, indosserà una maschera di carnevale per fare contento Turiddu sente che ha perso la sua battaglia contro il modo di vivere della sua famiglia, sempre e solo rivolta all’importanza dell’occhio sociale.
Ma Pippinu non perde, perché sfilandosi quella maschera dal viso si rivolge al suo amato pubblico con la speranza che noi “MESSINESI” non avremo più la nomina di “BUDDACI”, poiché finalmente penseremo solo a riportare in auge la nostra città non con le apparenze, ma solo con i fatti e la cultura.

Buon divertimento!!!.